11/11/2007

“San martino tra baccalà e vino”

Salve tutti, come quasi tutti ben sapete oggi 11 novembre nel mezzo dell’autunno ricorre la tradizionale festa di San Martino, dove come si suol dire “a San Martino ogni mosto diventa vino!!”Con l’occasione di questa tradizione che va avanti da decenni, noi vogliamo ricordare e far notare come è festeggiata dalle nostre parti, valorizzando la cultura culinaria e gastronomica dei nostri posti. Nelle maggior parte delle famiglie, la sera di San Martino viene trascorsa direttamente nelle cantine casalinghe tra botti e damigiane piene di vino pronte per essere degustate.Il tipico menù caratteristico è il “baccalà cu i pipi”, olive nere ad insalata ,formaggio casereccio,”curruriaddi” e infine un bel bicchiere di vino(uno per modo di dire XD). Tradizioni uniche che fanno trascorre una serata in compagnia come si faceva una volta giocando a carte e passando il tempo con gli amici. Noi vogliamo riscoprire tutte queste cose cercando di trasmettere quel messaggio, cercando e rivalutando quei passatempi e tradizioni che facevano i nostri nonni e la festa di San Martino è una delle tante leggende che non ha mai perso il fascino e il suo nome e non bisogna perderla, perché a “SAN MARTINO OGNI MOSTO E’ VINO “……Sotto abbiamo proposto un pezzo di storia di questo santo…

Un po’ di storia
La Storia del Santo Martino avviene secondo una antichissima leggenda l'11 novembre, il cielo era coperto, piovigginava e tirava un ventaccio che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere era avvolto nel suo ampio mantello di guerriero. Ma ecco che lungo la strada c'è un povero vecchio coperto soltanto di pochi stracci, spinto dal vento, barcollante e tremante per il freddo.
Martino lo guarda e sente una stretta al cuore.E pensa come fare per dargli un po' di sollievo. Basterebbe una coperta, ma non ne ha. Sarebbe sufficiente del denaro, con il quale il povero potrebbe comprarsi una coperta o un vestito; ma per caso il cavaliere non ha con sé nemmeno uno spicciolo.
E allora penso Ha quel pesante mantello che lo copre tutto. Gli viene un'idea e, poiché gli appare buona, non ci pensa due volte. Si toglie il mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al poveretto.
"Dio ve ne renda merito!", balbetta il mendicante, e sparisce.
San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre un ventaccio rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma. Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno. Il cielo diventa sereno, l'aria si fa mite.
Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Ecco l'estate di San Martino, che si rinnova ogni anno per festeggiare un bell'atto di carità ed anche per ricordarci che la carità verso i poveri è il dono più gradito a Dio. Ma la storia di San Martino non finisce qui.

 

Vai a pag. 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 -12

Per qualsiasi informazione riguardante il sito o altro, potete mandare una mail a info@sanlucidocerasuolo.com

 

 

 

Copyright 2007/2008 All rights reserved Sanlucidocerasuolo.com

Powered by SyRi0_-_GTR