
11/11/08
...A CANTINA I MINUZZU...
Alberto in occasione di San Martino vuole invitarvi ad intraprendere
un piccolo viaggio….
…. tra storia,tradizione e un buon bicchiere di vino ...
Ogni anno, in questo giorno, nella mia mente riecheggiano i racconti
tramandati di generazione in generazione in famiglia facendomi assaporare
la cultura, la tradizione, la storia che per l’occasione sono
mescolate tutte in un bicchiere di vino.
Nel 1934 i miei avi avviarono una piccola attività commerciale
basata in particolare sulla produzione e lavorazione di prodotti
enologici. In poche parole un’enoteca. Ma quello che noi oggi
avremmo chiamato con questo termine, allora si chiamava semplicemente
CANTINA I MINUZZU (1) . La struttura era suddivisa
in più reparti: uno era il settore alimentare denominato
PUTIGA (2) , un altro era destinato alla vendita
di cereali e frumento (oltre al reparto dedicato al vino appunto).
Ancora oggi sono conservati dei veri e propri “reperti”,
in ottimo stato peraltro: la FORMAGGIERA (3), U PARMIANTU
(4), I VUTTI (5) e campioni di vini conservati da tantissimi
anni.Altro reparto era la sala da gioco, dove ogni sera la gente
della contrada si riuniva per giocare a carte, in particolare a
Briscola, Scopa, Tresette e il rinomato PADRONE E’
SOTTO (6); il tutto accompagnato da stuzzichini caserecci
come spicchi di formaggio piccante, spicchi di mortadella con frese
condite e le cosiddette “capi di arenghe” che, tra un
boccale e l’altro di vino, tra una partita e l’altra
di carte, facevano scorrere la serata in allegria e armonia, a volte,
bisogna dirlo, un po’ esagerata vista la gradazione del vino
di produzione propria, facendo sfociare il tutto in una assoluta
euforia.
Tornando ai giorni nostri, domenica 21 settembre la sveglia suona
molto presto:
Zio Franco (7), Dario,mio padre,
io e i parenti tutti aspettiamo il carico di uva proveniente dalla
Sicilia. Alle 8 in punto comincia lo scarico delle cassette, saranno
intorno ai 30 quintali se non oltre; si scarica, si pesa, si contano
le casse e si ferma tutto: pausa accompagnata da salumi caserecci
e un bicchiere dell’annata precedente, giusto per riprendere
un po’ le forze…
Le casse dell’uva vengono messe nel MACINIADDU (8)
dove viene macinata l’uva che va a finire in una grande vasca
in cui, in passato, le persone stesse spremevano l’uva. Subito
dopo il Capo cantina Zio Franco inizia il suo duro e faticoso lavoro
che consiste nel curare per un lungo lasso di tempo (perfino due
settimane) ogni minimo dettaglio affinchè venga fuori un
ottimo vino.
Emozioni, felicità, allegria, tempo, compagnia, storia,
cultura, tradizione …… e poi?
E poi arriva San Martino, e si sa, a San Martino ogni mustu è
vino.
Alla salute di tutti Voi!
1 - CANTINA I MINUZZU: Antica cantina riasalente
al 1934 in onore del sign.Minuzzo Genovese
2 - PUTIGA: Locale adibito al settore alimentare
dove si trovavano per lo più prodotti fatti in casa
3 - Formaggiera: Mobile di legno dove erano contenuti
diversi tipi di formaggio
4 - U PARMIANTU:Attrezzo dove una volta si usava
per la lavorazione manuale del vino.
5 - I VUTTI: Botti risalenti alla prima guerra
mondiale e ancora conservate presso la suddetta enoteca
6 - PADRONE E SOTTO: Gioco antico di quell’epoca.
7 - Zio Franco: Capo cantina,in basso nella prima
foto.
8 - Maciniaddu: Macchinario per la lavorazione
spremitura dell’uva
Lo
Staff
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