08/04/2009


Con il cuore e con la mente in Abruzzo

In Abruzzo il gran Sasso è innevato. La temperatura però è mite. Merito di un caldo sole primaverile. Una bella giornata insomma. Una di quelle che vorresti passare distesa su un prato a leggere un bel libro o semplicemente a fantasticare sul futuro. Ma oggi distesi su quei prati non c’era nessuno a leggere un bel libro né a fantasticare sul futuro. Oggi su quei prati
erano adagiati solo dei corpi senza vita, avvolti in un telo bianco. Quelli di donne, uomini,bambini, estratti cadaveri dalle macerie delle loro case. Case che si sono letteralmente sbriciolate- sulle loro teste o sotto i loro piedi- a causa del terremoto che nel cuore della notte ha svegliato l’Abruzzo per trascinarlo in un incubo.Un incubo. Come quello che sta vivendo Giustino Parisse del quotidiano “Il Centro”. Lui, in questa catastrofe, ha perso i
suoi due figli…e il padre…che proprio giorni fa aveva festeggiato le nozze d’oro. La madre è gravissima. Illesa invece sua moglie Dina e suo fratello minore.Ma a rendere sconvolgente il dramma di Parisse è soprattutto il fatto che lui…la figlia Maria Paola di soli 16 anni…l’ha vista morire davanti i suoi occhi. “Papà moriremo tutti” ha detto la ragazza al padre prima che una trave la schiacciasse con il suo peso durante il crollo della loro abitazione. Parisse, giornalista, marito, padre, uomo…impotente ha assistito alla scena.Straziante. A questa tragica perdita pare si sia aggiunta anche quella del figlio Domenico, 18 anni, e quella del padre. Entrambi risultano dispersi ma purtroppo sembra che per loro oramai non ci sia più nessuna speranza.Un collega che ha raggiunto Parisse ad Onna, frazione di Paganica, ha raccontato la sua storia con la voce rotta dall’emozione ai microfoni di radio 101. “Per riabbracciarlo ho dovuto camminare per 400 metri sopra le macerie- ha dichiarato commosso- Onna è un paese che non esiste più…qui adesso ci sono solo macerie…e un silenzio tombale”.Un vero scenario di guerra si è presentato agli occhi dei primi soccorritori. Quaranta sono le vittime accertate solo in questapiccola cittadina che contava appena 350 abitanti . Quasi tutte le loro case sono andate distrutte…solo qualche vecchia stalla
pare sia stata risparmiata.Ma Onna non è il solo paese colpito da questa tragedia immane e in questa cittadina a pochi chilometri da L’Aquila e nei paesi
limitrofi si continua a scavare con la speranza di estrarre vive più persone possibili. Sono ancora tanti infatti i dispersi, al momento si parla di 150. Tanti. Troppi. Come i feriti…che sarebbero 1000 e gli sfollati,28000mila. Oltre 272 invece i morti. Un numero però che purtroppo, secondo i più, è destinato ancora ad aumentare.

Alessandra Carbonelli


 

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