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Con
il cuore e con la mente in Abruzzo
In Abruzzo il gran Sasso è innevato. La temperatura però
è mite. Merito di un caldo sole primaverile. Una bella giornata
insomma. Una di quelle che vorresti passare distesa su un prato
a leggere un bel libro o semplicemente a fantasticare sul futuro.
Ma oggi distesi su quei prati non c’era nessuno a leggere
un bel libro né a fantasticare sul futuro. Oggi su quei prati
erano adagiati solo dei corpi senza vita, avvolti in un telo bianco.
Quelli di donne, uomini,bambini, estratti cadaveri dalle macerie
delle loro case. Case che si sono letteralmente sbriciolate- sulle
loro teste o sotto i loro piedi- a causa del terremoto che nel cuore
della notte ha svegliato l’Abruzzo per trascinarlo in un incubo.Un
incubo. Come quello che sta vivendo Giustino Parisse del quotidiano
“Il Centro”. Lui, in questa catastrofe, ha perso i
suoi due figli…e il padre…che proprio giorni fa aveva
festeggiato le nozze d’oro. La madre è gravissima.
Illesa invece sua moglie Dina e suo fratello minore.Ma a rendere
sconvolgente il dramma di Parisse è soprattutto il fatto
che lui…la figlia Maria Paola di soli 16 anni…l’ha
vista morire davanti i suoi occhi. “Papà moriremo tutti”
ha detto la ragazza al padre prima che una trave la schiacciasse
con il suo peso durante il crollo della loro abitazione. Parisse,
giornalista, marito, padre, uomo…impotente ha assistito alla
scena.Straziante. A questa tragica perdita pare si sia aggiunta
anche quella del figlio Domenico, 18 anni, e quella del padre. Entrambi
risultano dispersi ma purtroppo sembra che per loro oramai non ci
sia più nessuna speranza.Un collega che ha raggiunto Parisse
ad Onna, frazione di Paganica, ha raccontato la sua storia con la
voce rotta dall’emozione ai microfoni di radio 101. “Per
riabbracciarlo ho dovuto camminare per 400 metri sopra le macerie-
ha dichiarato commosso- Onna è un paese che non esiste più…qui
adesso ci sono solo macerie…e un silenzio tombale”.Un
vero scenario di guerra si è presentato agli occhi dei primi
soccorritori. Quaranta sono le vittime accertate solo in questapiccola
cittadina che contava appena 350 abitanti . Quasi tutte le loro
case sono andate distrutte…solo qualche vecchia stalla
pare sia stata risparmiata.Ma Onna non è il solo paese colpito
da questa tragedia immane e in questa cittadina a pochi chilometri
da L’Aquila e nei paesi
limitrofi si continua a scavare con la speranza di estrarre vive
più persone possibili. Sono ancora tanti infatti i dispersi,
al momento si parla di 150. Tanti. Troppi. Come i feriti…che
sarebbero 1000 e gli sfollati,28000mila. Oltre 272 invece i morti.
Un numero però che purtroppo, secondo i più, è
destinato ancora ad aumentare.
Alessandra Carbonelli
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