11/11/2012

 

 

...A San Martino ogni mosto è vino...

 

La stagione autunnale ci porta ogni anno delle consuetudini che fanno parte di noi e della nostra terra. E' il momento di conservare magliette di cotone, costumi da bagno e sandali per lasciare spazio, nel guardaroba, a maglioni di lana, sciarpe e cappotti. E' il momento di accantonare motorini e biciclette per spoltronarci nelle nostre auto anche se dobbiamo percorrere poca strada. E' il momento di raccogliere i frutti della vite. E' il momento di vendemmiare.
In questa atmosfera in cui gli alberi lasciano cadere le foglie ingiallite, in cui le nuvole nascondono il sole e il paesaggio si prepara all'inverno, si trova nel grigiore un motivo per far festa. L'undici novembre, il giorno di San Martino, l'Italia vuole rendere omaggio al vino nuovo, al ritmo di stornelli e proverbi d'ogni genere, utilizza questo pretesto per banchettare. Anche qui da noi da buoni meridionali conserviamo da secoli questa usanza. Già un mese prima dell'evento, i ragazzi soprattutto cominciano a chiedersi "Che facciamo a San Martino?". Qualunque cosa si organizzi l'importante è stare insieme, ritrovarsi intorno ad una tavola imbandita e mangiare ciò che la tradizione vuole. Immancabili le "crespelle", il baccalà con olive nere, le castagne e sopratuttol'ospite d'onore è il vino, senza il quale questa festa non avrebbe motivo di esistere.

 

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