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21/01/2010
AUTO
DATE ALLE FIAMME A SAN LUCIDO,
Incendio di chiara matrice intimidatoria, 5 notti fa a san lucido, ma di cui ufficialmente ed in modo attendibile, si viene a conoscenza solo ora, grazie anche alle indagini fatte scattare dai carabinieri del posto, ai danni di due fratelli gemelli. Intorno alle 4.00, ignoti malviventi hanno appiccato le fiamme a due autovetture,( due fiat punto, tra l’altro auto che parzialmente la ditta per cui lavorano le due ignare vittime, la Daneco Impianti di Lametia Terme, concede in utilizzo), alla coppia di fratelli gemelli locali, trentenni, geologo l’uno, ingegnere l’altro, incensurati e provenienti da famiglia ed ambienti rispettosi educati, riservati. In linea con i cambiamenti delle politiche di gestione ambientale adottate a livello nazionale e internazionale, la Daneco Impianti, si pone sul mercato come una delle maggiori società italiane impegnate nella selezione, trattamento, valorizzazione energetica e smaltimento dei rifiuti. (Dall’acquisto dal gruppo Tecnimont DGI, nasce Daneco Impianti: a tutt’oggi la società è accreditata di un
fatturato di circa 100 milioni di
euro e 155 dipendenti). Il fuoco ha distrutto le due autovetture,
che si trovavano in sosta proprio sotto casa in zona Pollella,
prima periferia del piccolo centro cosentino, e a cui una
spiegazione razionale pero’ sembra non esserci. Indagini
sono state avviate dai Carabinieri. Accorsi sul posto vigili
del fuoco, non hanno potuto che costatare danni a cose e
fortunatamente non a persone, e far trasportare le auto
irrecuperabili in sede adeguata per la stima del valore.
Sconforto in tutta san lucido che di questi ultimi tempi
non sta attraversando momenti felici, dalla politica al
sociale a questi atti che ricordano anni bui e tristemente
famosi: e ci si chiede perche’ due giovani che hanno
intrapreso una carriera appena agli albori, e che gia’
devono fronteggiare una malavita organizzata, che non guarda
in faccia nessuno e che non tiene conto di ragazzi calabresi
che lavorano e aiutano la calabria; l’intreccio con
lo smaltimento dei rifiuti e’ un grosso affare per
le nostre cosche e politica, basti pensare a quello che
era “l’appennino paolano”, a cui e’
subentrato “l’alto tirreno” ma che non
se ne debba vedere mai una via d’uscita e’ semplicemente
sconcertante. Resta il fatto che i ragazzi in questione
non avevano conti da saldare con nessuno, se non con loro
stessi per i sacrifici fatti negli anni e con una loro famiglia
che li ha supportati sempre ed incondizionatamente, ma questi
ben servito non aiutano una nostra realta’.
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